Minecraft, un gioco per soli Millennials
Lo giocano i vosti figli e voi non lo capite

minecraft

È una piattaforma digitale dove si può costruire qualunque cosa e che avvicina i ragazzi al pensiero computazionaleRedmond ora vuole portarlo nelle scuola

(fonte www.corriere.it)

In tempi in cui il digitale ha scavato un gap tra le generazioni forse mai toccato prima, con solchi di linguaggio
che neanche 50 anni fa, se parliamo di Minecraft tocchiamo uno dei vertici massimi dell’incomprensione tra chi ha 12 
(e meno) anni e chi ne ha dai 30 in su. Al punto che viene il dubbio se sia sensato leggere quanto scritto 
(da un 40enne) da qui in avanti. Minecraft intanto è un videogioco, non solo ma soprattutto un videogioco che 
probabilmente

i vostri figli stanno giocando. Nato 7 anni fa, conta 100 milioni di utenti registrati e riesce a 
vendere una media di 10 mila copie al giorno. Il che l’ha portato a essere il terzo videogame più venduto di sempre, 
dietro a Tetris e Wii Sports.

Per aiutare i non Millennials a capirci di più, si può dire che Minecraft è il Lego digitale. Si può costruire tutto, 
il mondo nel quale si svolge il gioco, i protagonisti ma soprattutto le regole del gioco stesso. Una delle caratteristiche 
che hanno fatto la fortuna del titolo inventato dalla svedese Mojang - acquistata con i diritti del gioco da Microsoft 
nel 2014 per 2,5 miliardi di dollari - è l’assenza di un cosiddetto tutorial. L’unico modo per imparare a giocare con (non a) 
Minecraft è giocarci. E poi passarsi i suggerimenti e le idee a scuola - la fascia dei giovanissimi, tra i 9 e i 15 anni, 
è la più attiva - diventa un divertimento nel divertimento. O magari sfruttando il proprio canale Youtube: ogni minuto 
sulla piattaforma vengono caricate circa 300 ore di filmati dedicati a Minecraft, che dopo “music” è la parola più cercata 
sul portale (i risultati al momento sono circa 95 milioni).

La parola d’ordine è «Libertà», che tanto può dare ansia agli inizi del viaggio - specialmente se un millennial non lo sei -, quanto diventa il perno intorno a cui gira tutto il divertimento se da bravo nativo digitale le barriere all’inventiva proprio non riesci a concepirle. La libertà di costruire qualunque cosa, dal Duomo di Milano al Millennium Falcon, nella forma. E di dargli ogni possibile contenuto, e meccanica. Dove tutto gira intorno alle redstone, un minerale che si può ottenere per esempio scavando nei mondi di Minecraft (o che si può “craftare” dalla polvere di redstone stessa), e che di fatto rende vivi i mondi costruiti, portando “energia” ai blocchi e rendendoli dei “meccanismi”. Un po’ come i motorini elettrici che danno vita alle costruzioni Lego.

Far muovere una porta a pistoni o una carrucola, dargli una logica e una struttura che funzionino è «quello che gli scienziati chiamano pensiero computazionale», scrive ancora il Nyt. Ed ecco che torniamo a Microsoft e alla sua affascinante idea di portare Minecraft nelle scuole. Il progetto è stato lanciato ufficialmente all’inizio di quest’anno e vedrà una sua prima attivazione a giugno, quando la Education Edition del gioco potrà essere scaricata e testata - nelle intenzioni di Redmond - da oltre 100 scuole in 30 Paesi nel mondo. Poi potrà diventare una parte del programma scolastico, per insegnare matematica, logica e anche musica. 
Presentato tra i progetti all’Edu Day di Roma a fine 2015, potrebbe essere un tassello della nuova scuola digitale. Serviranno i mentor, gli animatori digitali, per spiegare ai docenti come maneggiare questo strano libro di testo interattivo. Con il dubbio che saranno invece gli studenti ad avere sempre qualcosa in più da dire. Saranno loro a spiegare agli insegnanti come dovranno usare Minecraft. La scuola infatti in quel momento parlerà la loro lingua, e sarà compito loro tradurla ai “vecchietti”.